Apple non ha avuto il suo grande momento a maggio. Google ha fatto notizia con l'I/O, OpenAI era ovunque grazie al processo Musk e l'azienda di Cupertino è rimasta in secondo piano, insolitamente per i suoi standard. Ma sotto quella calma apparente, si stanno preparando due dei movimenti più significativi che l'azienda farà nel 2026: l'apertura di iOS 27 all'intelligenza artificiale di terze parti e il lancio dell'iPhone 18 Pro a settembre con una serie di miglioramenti tecnici che, sulla carta, rappresentano il salto generazionale più importante nella linea Pro da anni.
Il contrasto con la situazione di due anni fa è sorprendente. Nel giugno 2024, Apple è salita sul palco della WWDC e ha presentato Apple Intelligence come la sua grande scommessa sull’intelligenza artificiale, con l’integrazione di ChatGPT come elemento più sorprendente. La promessa era che l’iPhone sarebbe stato il dispositivo più intelligente sul mercato. Due anni dopo, quella promessa non si è del tutto concretizzata, l'integrazione con OpenAI si è deteriorata e Apple sta riprogettando la sua strategia di intelligenza artificiale in tempo reale.
iOS 27 e l'apertura che nessuno si aspettava
La decisione di aprire iOS 27 all'intelligenza artificiale di terze parti rappresenta un cambiamento strategico significativo per un'azienda che storicamente ha preferito controllare l'intera esperienza dell'utente. Fino ad ora, Apple Intelligence intendeva i modelli Apple con ChatGPT come unica eccezione controllata. Con iOS 27, l'azienda sembra disposta a consentire ad altri modelli (Gemini, Claude e potenzialmente altri) di integrarsi più profondamente nel sistema operativo.
Le ragioni di questo cambiamento sono comprensibili. La velocità di sviluppo di modelli linguistici di grandi dimensioni è tale che qualsiasi azienda che tenti di costruire tutta la propria intelligenza artificiale internamente si troverà inevitabilmente superata in qualche dimensione dagli specialisti. Apple può essere straordinariamente brava nei chip, nella privacy, nell’integrazione hardware-software, nell’esperienza dell’utente; ma non può competere contemporaneamente con i laboratori di intelligenza artificiale più avanzati al mondo nello sviluppo di modelli linguistici di frontiera.
Apple può essere straordinariamente brava in termini di chip e privacy, ma non può competere contemporaneamente con i più grandi laboratori di intelligenza artificiale del mondo.
L'apertura a terzi è, in questo senso, espressione di maturità strategica. Apple riconosce che il suo vantaggio competitivo non sta nell’avere il miglior modello linguistico, ma nell’avere la migliore integrazione di tali modelli in un’esperienza utente coerente, privata e affidabile. Se riesci a far funzionare perfettamente i migliori modelli del mondo sui tuoi dispositivi controllando privacy ed esperienza, avrai trovato la tua nicchia nell'ecosistema dell'intelligenza artificiale senza dover vincere la corsa al benchmark dei modelli.
iPhone 18 Pro: cosa aspettarsi a settembre
Per l'iPhone 18 Pro e 18 Pro Max, che Apple dovrebbe lanciare a settembre, gli analisti hanno compilato una serie di nuove funzionalità che, se confermate, renderebbero questa riprogettazione più ambiziosa della linea Pro dai tempi dell'iPhone 15. Vale la pena esaminare quelle più importanti.
Nella sezione relativa al design della fotocamera frontale, la novità più visibile sarebbe un'isola dinamica significativamente più piccola, grazie all'integrazione di parte del sistema Face ID sotto lo schermo. Il Face ID sotto lo schermo è una voce ricorrente da anni e ci sono indicazioni che Apple abbia finalmente risolto i problemi di precisione biometrica che ne avevano ostacolato l'implementazione.
Il chip A20 Pro, realizzato con architettura a 2 nanometri, rappresenterebbe il processo di produzione più avanzato mai visto in un telefono consumer. Per gli utenti finali, ciò che conta non sono i nanometri ma le loro conseguenze pratiche: più potenza di calcolo con un consumo energetico inferiore, che a sua volta può tradursi in miglioramenti sostanziali dell'autonomia.
iPhone 18 Pro — Novità previste per settembre 2026
- Isola dinamica più piccola con Face ID parzialmente sotto lo schermo
- Chip A20 Pro prodotto in 2 nanometri (nuovo record di efficienza)
- Proprio modem C2 con connettività satellitare 5G
- Fotocamera principale con apertura variabile (maggiore versatilità in tutti gli ambienti)
- Display LTPO+: notevole miglioramento della durata della batteria
- Nuovo colore "Dark Cherry" insieme ai soliti colori
- Parte posteriore in ceramica Shield con nuova finitura satinata
Il proprio modem e satellite 5G
Forse la novità più rilevante dal punto di vista tecnologico e strategico è il modem C2, la seconda generazione del chip di connettività che Apple progetta internamente. Il passaggio ai propri modem fa parte della strategia dell'azienda volta a ridurre la propria dipendenza da Qualcomm, che per anni è stato il fornitore esclusivo di modem per iPhone.
Il C2 fornirebbe la connettività satellitare 5G, una funzionalità che va oltre la connettività satellitare di emergenza introdotta da Apple nell'iPhone 14 e che consente di inviare messaggi SOS quando non c'è copertura cellulare. Il 5G satellitare commerciale amplierebbe in modo significativo le possibilità di connettività nelle aree rurali o remote e potrebbe cambiare la proposta di valore dell'iPhone per segmenti di utenti che attualmente non prendono in considerazione i telefoni di fascia alta perché vivono o lavorano in aree con scarsa copertura cellulare.
La fotocamera: apertura variabile e la fine delle limitazioni ottiche
La fotocamera principale dell'iPhone 18 Pro incorporerebbe l'apertura variabile, una caratteristica che ha notevoli implicazioni nella fotografia. Fino ad ora, tutte le fotocamere degli iPhone avevano un'apertura fissa: eccellente in condizioni di scarsa illuminazione grazie alle ampie aperture, ma senza la possibilità di ridurre tale apertura per ottenere una maggiore profondità di campo o per scattare in condizioni luminose senza dover ridurre la velocità dell'otturatore.
Un'apertura variabile consente al sistema di scegliere l'apertura ottimale per ogni scena, qualcosa che i fotografi reflex o mirrorless danno per scontato ma che fino ad ora rappresentava una notevole limitazione degli smartphone di fascia alta.
Dal lato del software, la filosofia che guiderà iOS 27 – un sistema che, secondo le prime informazioni, punta su meno nuove funzionalità appariscenti e più ottimizzazione interna e lavoro sulle prestazioni, in linea con ciò che Snow Leopard è stato per macOS nel 2009 – suggerisce che Apple stia dando priorità alla stabilità e all'efficienza rispetto alle novità superficiali. In un contesto in cui l'azienda ha appena attraversato mesi di polemiche sulle funzionalità dell'intelligenza artificiale promesse e non fornite, privilegiare la forza piuttosto che lo spettacolo potrebbe essere la decisione più intelligente.
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