Gaming

Controversia

80 euro per un videogioco: la nuova normalità che i giocatori odiano e gli studi dicono sia inevitabile

Nintendo vende già alcuni giochi Switch 2 a 89,99€. GTA 6 potrebbe standardizzare gli 80€. Un analista di Steam avverte che i giochi cari raramente competono nei saldi successivi.

Di Leo Marchetti···3 min di lettura·
Prezzi videogiochi AAA 80 euro nuova normalità 2026

Prezzi videogiochi AAA 80 euro nuova normalità 2026

Nel 2020, un videogioco di prima fascia costava 59,99 euro. Nel 2023, i titoli PS5 e Xbox Series X sono passati a 79,99 euro in alcuni casi. Nel 2026, Nintendo vende giochi Switch 2 a 89,99 euro e si specula che GTA 6 possa essere il primo AAA a standardizzare il prezzo di 79,99 dollari negli Stati Uniti — che si tradurrebbe in almeno tanto in Europa. In meno di sei anni, il prezzo d'ingresso dei giochi di prima fascia è salito tra il 33% e il 50%.

La giustificazione dell'industria è nota: i costi di sviluppo dei giochi AAA sono esplosi. I team che nel 2010 avevano 50 persone oggi ne hanno 500. I tempi di sviluppo che erano di due o tre anni ora sono di cinque a sette. I giochi open world richiedono interi team dedicati a generare il contenuto che riempie quei mondi. GTA 6 sarebbe costato, secondo stime non confermate, oltre 2 miliardi di dollari, una cifra che rende modesti i budget cinematografici più alti per confronto.

L'analista di Steam che avverte della trappola

Il dibattito non è solo se il prezzo di 80 euro sia giustificato: è quali conseguenze abbia sul ciclo di vita di un gioco. Un analista di dati Steam il cui lavoro è seguito da vicino nell'industria avverte da mesi di qualcosa che molti studi preferiscono ignorare: i giochi che escono cari e poi calano di prezzo su Steam «quasi mai riescono a competere con gli sconti più aggressivi del negozio». La trappola funziona così: il giocatore che non vuole pagare 80 euro il giorno del lancio aspetta lo sconto. Quando lo sconto arriva, il gioco compete con decine di altri titoli anch'essi in offerta. Senza aver pianificato fin dall'inizio quale sarà la politica di ribassi, lo studio resta senza una strategia di prezzo coerente per il lungo ciclo di vita del gioco.

L'escalation dei prezzi · Linea del tempo

  • 2020: prezzo standard AAA su PS4/Xbox One, 59,99€.
  • 2022: PS5/Xbox Series X, alcuni titoli a 79,99€.
  • 2025: Nintendo Switch 2, primi giochi a 79,99–89,99€.
  • 2026: GTA 6 speculato a 70–80$ USA, possibilmente 79,99€ in Europa.
  • Inflazione cumulata 2020–2026 in UE: ~20%, prezzo giochi: +33–50%.
  • Eccezione: giochi digitali Nintendo Switch 2 ora più economici della versione fisica.

La frammentazione del mercato

L'effetto più preoccupante dell'escalation dei prezzi è la frammentazione del mercato. C'è un segmento di giocatori — generalmente più giovani, con meno reddito disponibile — che semplicemente non può accedere ai giochi più costosi al lancio e migra verso modelli free-to-play, abbonamenti o mercato dell'usato. Questo spiega in parte perché Fortnite, Roblox e Counter-Strike 2 — tutti gratuiti — dominano le classifiche di giocatori attivi con margini schiaccianti sugli AAA a pagamento.

L'altra parte del mercato, i giocatori con maggior potere d'acquisto, paga il prezzo con poca resistenza: la domanda di GTA 6 appare praticamente anelastica al lancio. Il problema è la classe media del gaming: il giocatore che prima comprava tre o quattro AAA all'anno e che ora deve sceglierne uno o due. Questo comportamento, moltiplicato per milioni di giocatori, spiega perché le vendite di giochi singoli sono calate dell'11% nel 2025 anche se i ricavi totali del settore hanno continuato a crescere. La gente gioca di più, ma a giochi gratuiti. Compra meno, ma più caro.

Gli studi affrontano un dilemma: hanno bisogno di più soldi per fare giochi più grandi che giustifichino prezzi più alti. Ma prezzi più alti allontanano parte degli acquirenti, riducendo le vendite, costringendo gli studi a richiedere ancora più soldi per coprire i costi. È un circolo vizioso con poche vie d'uscita.

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