La sala in cui sono stati presentati i dati era la stessa che aveva applaudito i primi risultati nel 2022: una conferenza internazionale di oncologia dove i ricercatori solitamente si muovono tra cautela scientifica ed emozione contenuta. Quando sono stati mostrati i numeri di follow-up a cinque anni per il vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma, l’umore era diverso. Non c'era euforia prematura. C'era qualcosa di più serio: la sensazione che i dati fossero abbastanza forti da modificare i protocolli di cura.
Il vaccino, sviluppato da Moderna e Merck con il nome tecnico intismeran autogene (o mRNA-4157), funziona in modo radicalmente diverso rispetto ai vaccini convenzionali. Non protegge da un agente patogeno esterno. Allena il sistema immunitario del paziente a riconoscere e attaccare le cellule tumorali specifiche del proprio cancro. Per realizzarlo, i ricercatori eseguono una biopsia del tumore, analizzano le mutazioni genetiche caratteristiche di quelle cellule tumorali, chiamate neoepitopi, e progettano un mRNA personalizzato che insegna al sistema immunitario a identificare tali mutazioni come bersagli da eliminare.
Dati quinquennali: cosa significano veramente
Nello studio di Fase 2, la combinazione del vaccino personalizzato con Keytruda (il farmaco immunoterapico pembrolizumab di Merck) ha ridotto il rischio di recidiva o morte nei pazienti sottoposti a intervento chirurgico per melanoma ad alto rischio del 49% a cinque anni, rispetto al trattamento con Keytruda da solo. Questo risultato è coerente con i dati di follow-up triennali pubblicati nel 2023, che sono estremamente rilevanti: significa che il vantaggio non scompare nel tempo.
Risultati a 5 anni: mRNA-4157 + Keytruda vs. solo Keytruda
- Riduzione del rischio di recidiva o morte: 49%
- Tipo di melanoma: ad alto rischio, asportato chirurgicamente
- Coerenza con i dati a 3 anni: confermata (effetto di lunga durata)
- Fase attuale: studio di fase 3 in corso (conferma in un numero maggiore di pazienti)
- Prossimi tumori in valutazione: rene, vescica, polmone, pancreas, colon-retto
- Proiezione di nuovi casi di melanoma negli Stati Uniti nel 2026: ~112.000
In oncologia, cinque anni di follow-up rappresentano la soglia che i medici considerano rilevante per parlare di benefici duraturi. I trattamenti che funzionano bene dopo sei mesi ma svaniscono in seguito non modificano la prognosi a lungo termine. Il vaccino personalizzato a mRNA dimostra che il suo effetto è duraturo, rendendolo un candidato serio per modificare i protocolli standard di trattamento del melanoma ad alto rischio una volta che saranno disponibili i dati della Fase 3.
Il freno inaspettato: la sfiducia post-COVID
Lo sviluppo di questi vaccini terapeutici deve affrontare un ostacolo che i ricercatori non si aspettavano qualche anno fa: la sfiducia nei confronti della tecnologia mRNA generata dalla politicizzazione dei vaccini COVID-19. Ryan Sullivan, direttore del Melanoma Center presso il Brigham Cancer Institute del Massachusetts General Hospital, ha apertamente riconosciuto in dichiarazioni alla CNN che questa sfiducia ha talvolta reso difficile reclutare partecipanti per gli studi clinici.
La situazione è paradossale: la stessa tecnologia che è stata oggetto di teorie del complotto durante la pandemia sta producendo i progressi più promettenti in oncologia degli ultimi decenni. Negli Stati Uniti, la posizione del governo federale aggiunge un ulteriore livello di complessità: il Dipartimento della Salute ha annullato i finanziamenti per la ricerca sull’mRNA attraverso BARDA, e la FDA ha inizialmente annullato la revisione del vaccino antinfluenzale mRNA di Moderna, anche se in seguito ha accettato di riconsiderarlo. Il clima politico americano riguardo all'mRNA è avverso in un momento in cui la tecnologia ha maggiormente bisogno di avanzare.
Verso un orizzonte più ampio
Oltre al melanoma, BioNTech sta conducendo sperimentazioni con il suo vaccino BNT116 per il cancro ai polmoni e sono attivi programmi per i tumori del pancreas, del colon-retto e della prostata. Il modello di produzione personalizzato – un vaccino diverso per ogni paziente, basato sullo specifico profilo mutazionale del tumore – è il più promettente concettualmente ma anche il più complesso dal punto di vista logistico ed economico. Se l'efficacia potrà essere dimostrata in più tipi di tumore, la prossima sfida sarà trovare un modo per produrre questi vaccini a un costo che ne consenta un uso diffuso nei sistemi sanitari pubblici e privati.
Prospettiva clinica: i vaccini a mRNA per il cancro sono terapeutici, non preventivi. Non impediscono la comparsa del cancro: aiutano il sistema immunitario a combatterlo una volta diagnosticato. L'obiettivo è renderli parte dell'arsenale standard del trattamento oncologico, insieme alla chirurgia, alla chemioterapia e all'immunoterapia.
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