Ci sono anni in cui si concentra più storia di altri. Il 2026 ha tutti gli ingredienti per essere, nel caso spagnolo, uno di quegli anni ricordati nei libri di testo: la prima incriminazione di un ex presidente, la più grande tensione diplomatica con gli Stati Uniti dai tempi della democrazia, la crisi immobiliare più grave dai tempi della bolla immobiliare, il dibattito sul modello turistico che divide la società e le elezioni regionali che fungono da termometro dell'umore di un paese soggetto a troppe tensioni simultanee.
Le elezioni del 17 maggio in Andalusia sono state le prime con alle spalle le polemiche del 2026. La comunità con più turisti del Paese, quella che dibatte più intensamente sugli effetti del turismo di massa sulle abitazioni e sulla vita quotidiana, e quella che è stata teatro di alcuni degli episodi più eclatanti dell'agenda politica nazionale. I risultati e la loro interpretazione segneranno il polso politico per i restanti mesi dell'anno.
Il dibattito sulle spese per la difesa: la Spagna può pagarle?
La Spagna attualmente destina circa l'1,3% del suo PIL alla spesa per la difesa, ben lontano dall'obiettivo del 2% concordato nella NATO e ancora più lontano dal 5% richiesto da Trump. Raggiungere il 2% implicherebbe un aumento della spesa di diversi miliardi di euro all’anno. Raggiungere il 5% richiederebbe uno sforzo di bilancio che nessun paese europeo, compresi i più ricchi e impegnati nella NATO, è nemmeno vicino a compiere.
La posizione del governo è che la Spagna aumenterà gradualmente la spesa per la difesa fino a raggiungere il 2% entro un periodo ragionevole, ma che il 5% di Trump è politicamente impraticabile ed economicamente irresponsabile in un paese che continua ad avere deficit strutturali da finanziare. All’interno della coalizione di governo, Sumar mantiene una posizione più critica riguardo all’aumento della spesa militare, sostenendo che si dovrebbe dare priorità alle risorse per l’edilizia abitativa, la sanità e l’istruzione. La tensione tra i partner governativi su questo punto è reale e persistente.
Spagna 2026 · L'anno del bivio
- 19 maggio: Zapatero accusato da AN · Indagato il primo ex presidente spagnolo
- 17 maggio: elezioni in Andalusia · turismo e alloggio al centro del dibattito
- Spesa attuale per la difesa: ~1,3% PIL · Obiettivo NATO: 2% · Richiesta di Trump: 5%
- Casi giudiziari contro l'ambiente governativo: Begoña Gómez, caso Ábalos, caso Koldo, caso Plus Ultra
- Crisi abitativa: 50 candidati/appartamento · affitti al 40% del reddito
- Tensione bilaterale con gli Stati Uniti: la più alta dal ripristino della democrazia
Giudicalizzazione e usura
Il fenomeno della giudiziarizzazione della politica spagnola non è nuovo, ma nel 2026 ha raggiunto una nuova dimensione con l'incriminazione di Zapatero. Il governo e i suoi alleati denunciano una “lawfare” – una guerra legale – orchestrata da giudici con pregiudizi politici e sostenuta dai media solidali con l’opposizione. L'opposizione e i suoi alleati sostengono che i casi giudiziari sono il risultato inevitabile di comportamenti irregolari da parte di persone nell'ambiente del potere.
Ciò che è chiaro, indipendentemente dalla valutazione politica fatta di ciascun caso specifico, è che l'accumulo di fronti giudiziari - Begoña Gómez, Ábalos, Santos Cerdán, Koldo, Plus Ultra e ora Zapatero - sta generando un logoramento politico prolungato nel governo che incide sulla sua capacità di gestire il resto dell'agenda. La comunicazione del governo è costantemente in modalità difensiva, rispondendo agli sviluppi giudiziari invece di proiettare le proprie iniziative.
Prospettiva a lungo termine: la Spagna si trova ad affrontare tre sfide strutturali nel 2026 che non trovano soluzione in un unico mandato: la crisi immobiliare - che richiede un massiccio aumento dell'offerta per almeno un decennio -, il dibattito sul modello turistico - che implica la scelta tra crescita economica e qualità della vita dei residenti - e il riposizionamento nel nuovo ordine geopolitico - che richiede di decidere che tipo di alleato la Spagna vuole essere in un mondo più polarizzato. Le controversie quotidiane fanno rumore su queste domande di fondo.
Condividi questo articolo



